Che cosa sono gli impianti zigomatici?
Gli impianti zigomatici sono impianti molto lunghi (30 millimetri), viti in titanio che si ancorano nell’osso zigomatico e permettono di evitare complesse rigenerazioni ossee che allungano i tempi della terapia e aumentano i rischi di insuccesso.
Questa soluzione consente di inserire impianti superiormente e posteriormente nel mascellare anche in assenza di osso sufficiente, evitando interventi aggiuntivi, e permettendo la realizzazione di una protesi fissa, anche se provvisoria, nella stessa seduta chirurgica.
Quando si usano gli impianti zigomatici?
Gli impianti zigomatici permettono di ricorrere all’implantologia a carico immediato anche nei casi di grave scarsità di osso, inserendo nello stesso intervento impianti e protesi fisse. Sono una valida alternativa al grande rialzo del seno e a tutti quei casi in cui i seni mascellari sono difficilmente trattabili.
Impianti zigomatici e atrofia del mascellare
La riabilitazione implanto protesica del mascellare atrofico è una sfida clinica quotidiana. Le tecniche più tradizionali per il trattamento di gravi deficit ossei prevedono interventi invasivi e complessi, come innesti ossei, inlay o onlay, prelievi intra o extraorali, rialzo di seno mascellare, spesso con tempi lunghi, costi elevati e rischi aumentati.
L’introduzione di impianti angolati ha permesso di semplificare le riabilitazioni. Nei casi di atrofia severa, si è passati all’uso di impianti trans-sinusali e zigomatici, che evitano del tutto la necessità di innesti ossei.
Perché proprio gli zigomi?
Gli zigomi sono quelle ossa sporgenti che stanno sotto le orbite e che, insieme alle arcate sopraccigliari, costituiscono i poderosi bastioni di difesa dei sensibilissimi ed importantissimi globi oculari. Per questo sono ossa compatte, normalmente, e molto resistenti. Per questo sono ossa in grado di reggere i lunghi impianti zigomatici e il carico immediato.
Tempi ridotti anche in presenza di poco osso
Uno dei principali vantaggi degli impianti zigomatici è la possibilità di fare il carico immediato anche in casi estremi di atrofia ossea. L’intervento consente l’inserimento simultaneo di impianti e protesi fisse provvisorie.
Nella maggior parte dei casi, si riesce a posizionare impianti tradizionali nella zona frontale del mascellare superiore. Se i settori laterali non consentono il posizionamento, bastano due impianti zigomatici, uno per lato, da affiancare a quelli frontali per completare l’intera arcata. Il paziente potrà uscire dallo studio odontoiatrico con il suo provvisorio fisso.
Perché è più difficile intervenire sul mascellare superiore?
L’arcata mascellare è, di norma, un deposito di osso quantitativamente e qualitativamente inferiore rispetto alla mandibola. Nella mandibola, infatti, anche in caso di gravi atrofie, è spesso possibile inserire impianti dentali nella parte centrale. La mascella superiore, invece, presenta diverse problematiche anatomiche che possono rendere difficile il posizionamento degli impianti, anche in presenza di un’atrofia solo lieve.
Benché la mascella appaia voluminosa nei settori laterali — in corrispondenza dei molari — al suo interno ospita formazioni anatomiche complesse che limitano la disponibilità ossea: in particolare, i seni mascellari, pieni di liquido, e le fosse nasali, piene d’aria.
I seni mascellari svolgono molteplici funzioni:
- alleggeriscono il peso del cranio;
- migliorano la risonanza della voce (funzione di camera acustica);
- offrono isolamento termico per le strutture sensibili interne;
- umidificano e riscaldano l’aria inspirata;
- ammortizzano i traumi facciali comportandosi come zone a deformazione controllata, simili ai moderni sistemi di sicurezza nelle automobili;
- il liquido contenuto, con il suo piano orizzontale costante, potrebbe contribuire all’orientamento spaziale della testa.
Durante la respirazione, la pressione endosinusale (ossia la pressione che si crea all’interno delle cavità del seno mascellare a causa dei movimenti dell’aria) varia: è negativa in fase inspiratoria e positiva durante l’espirazione. Con l’espirazione forzata, questa pressione può aumentare notevolmente. Con il tempo, i seni mascellari tendono a espandersi: questo fenomeno, chiamato pneumatizzazione, comporta un incremento del volume interno dei seni a scapito dell’osso disponibile nei processi alveolari, cioè quella porzione ossea fondamentale per sostenere i denti e gestire i carichi masticatori.
Impianti zigomatici vs rialzo del seno mascellare
Quando l’osso residuo nei processi alveolari dell’arcata superiore non è sufficiente per inserire un impianto dentale, esistono due tecniche principali per riabilitare i settori laterali:
- Il rialzo del seno, più precisamente del pavimento del seno mascellare
- Gli impianti zigomatici
Il rialzo del seno consiste nell’accedere alla cavità sinusale, sollevare delicatamente la membrana che la riveste senza romperla, e inserire nello spazio ottenuto un materiale di riempimento (osso del paziente, osso di banca o materiali sintetici). Dopo alcuni mesi, il materiale si trasforma in nuovo osso, rendendo possibile il posizionamento degli impianti. L’intero processo può richiedere fino a un anno e mezzo prima della riabilitazione definitiva.
Va inoltre considerato che, come accennato in precedenza, un intervento di riempimento dei seni mascellari potrebbe interferire, anche se in modo minimo, con le funzioni fisiologiche del seno stesso.
Al contrario, gli impianti zigomatici rappresentano un’alternativa molto interessante. Sebbene l’intervento sia leggermente più complesso dal punto di vista chirurgico, è meno invasivo a livello anatomico e offre un vantaggio cruciale: la possibilità di effettuare il carico immediato. Questi impianti sono infatti in grado di sostenere subito una protesi fissa, senza lunghi tempi di attesa.
Inoltre, gli impianti zigomatici sono spesso preferibili rispetto al rialzo del seno perché, a parità di condizioni cliniche, presentano meno complicazioni. Va però tenuto presente che gli interventi di chirurgia estetica agli zigomi possono rappresentare una controindicazione relativa a questo tipo di trattamento.
Infine, nei casi in cui l’osso mancante coinvolga anche la parte anteriore del mascellare, è necessario inserire due impianti zigomatici per lato. In questi casi, il trattamento diventa più complesso e viene eseguito in anestesia generale, in strutture cliniche attrezzate per il ricovero e la degenza notturna.
Perché scegliere gli impianti zigomatici?
Il rialzo del seno richiede una lunga attesa, circa un anno e mezzo, e interferisce con funzioni fisiologiche. Gli impianti zigomatici, sebbene chirurgicamente più invasivi, offrono una soluzione più rapida ed efficace, soprattutto perché permettono il carico immediato.
Questa tecnica è particolarmente indicata quando c’è una grave carenza di osso anche nella parte anteriore del mascellare. In questi casi, l’intervento si esegue in anestesia generale presso strutture attrezzate per il ricovero notturno.
Perché affidarsi al Centro Implantologico Tramonte
Nel Centro Implantologico Tramonte, l’uso degli impianti zigomatici rappresenta una soluzione d’eccellenza per i casi complessi di grave atrofia del mascellare superiore. Grazie all’esperienza maturata in decenni di pratica clinica avanzata e all’impiego di tecniche moderne e sicure, è possibile evitare interventi invasivi come il rialzo del seno mascellare, restituendo funzionalità ed estetica al sorriso anche nei pazienti con pochissimo osso residuo. Il nostro approccio si fonda su diagnosi accurate, carico immediato e piani di trattamento personalizzati.
Contattaci per una valutazione
Se ti è stata diagnosticata un’atrofia ossea del mascellare superiore e desideri sapere se sei un candidato per l’implantologia zigomatica, contattaci per una consulenza nel nostro centro di Milano o Bergamo. Dopo una valutazione radiologica approfondita e l’analisi della tua condizione clinica, ti proporremo la soluzione più indicata per ottenere un risultato stabile, sicuro e duraturo nel tempo.
Domande frequenti
Quanto dura un impianto zigomatico?
Gli impianti zigomatici hanno una durata paragonabile, e in molti casi superiore, a quella degli impianti dentali tradizionali. La loro stabilità dipende dalla qualità dell’osso zigomatico, una struttura naturalmente molto densa e resistente, che offre un ancoraggio eccellente anche nei casi di grave atrofia del mascellare superiore.
Con una corretta pianificazione chirurgica, un protocollo di carico immediato ben gestito e controlli periodici di mantenimento, l’impianto zigomatico può garantire risultati duraturi nel tempo, con percentuali di sopravvivenza a lungo termine molto elevate.
Come sono gli impianti zigomatici?
Gli impianti zigomatici sono viti in titanio molto più lunghe rispetto agli impianti convenzionali (fino a 30 – 55 mm). La loro lunghezza permette di raggiungere l’osso zigomatico, una struttura solida che fornisce un ancoraggio sicuro nei pazienti con grave perdita di osso nel mascellare superiore.
Vengono inseriti con un’angolazione specifica, bypassando l’area atrofica e i seni mascellari, e consentono di applicare una protesi fissa provvisoria già nella stessa seduta chirurgica. Sono una soluzione indicata soprattutto quando l’osso disponibile è insufficiente per gli impianti tradizionali.
Come fare un impianto dentale se manca osso?
Quando l’osso del mascellare superiore non è sufficiente per inserire impianti tradizionali, esistono diverse alternative terapeutiche. Una delle soluzioni più efficaci nei casi di atrofia severa è l’uso degli impianti zigomatici, che si ancorano nell’osso zigomatico evitando la necessità di innesti, prelievi ossei o rialzi complessi del seno mascellare.
In situazioni meno estreme, è possibile ricorrere a tecniche di implantologia angolata a carico immediato, impianti tuberali o impianti pterigoidei. La scelta dipende dalla quantità e qualità dell’osso e dall’anatomia del paziente.
La valutazione radiologica (TAC Cone Beam) è essenziale per stabilire quale soluzione sia la più adatta.
Quanto costa un impianto zigomatico?
Non esiste un costo standard per gli impianti zigomatici, perché si tratta di una terapia riservata a casi complessi di grave atrofia del mascellare superiore. Il prezzo dipende da molti fattori: numero di impianti complessivi per la riabilitazione (zigomatico singolo o lo zigomatico fa parte di un piano terapeutico che includa anche altri impianti tradizionali), eventuale anestesia generale o sedazione, tipo di protesi provvisoria e definitiva, esami diagnostici e controlli post-operatori.
Oltre al costo economico, esiste anche un costo biologico: l’invasività dell’intervento, i tempi di guarigione, i rischi chirurgici e la complessità della situazione anatomica. L’obiettivo è sempre scegliere la soluzione che riduca al minimo il costo biologico mantenendo sicurezza ed efficacia.
Il costo reale può essere definito solo dopo una valutazione clinica e radiologica accurata, che stabilisca se l’implantologia zigomatica sia la terapia corretta e quale piano di cura sia più indicato.