Diciamocelo sinceramente: senza l’Italia in campo, questi Mondiali di calcio 2026 non hanno lo stesso mordente. Ma, da amanti dello sport, seguire le prodezze che i più grandi campioni al mondo stanno compiendo sui campi di Stati Uniti, Messico e Canada è sempre emozionante.

E si sa: ogni grande competizione internazionale porta con sé non solo emozioni e spettacolo, ma anche curiosità e retroscena sul mondo dello sport professionistico. Durante questi Mondiali di calcio, per esempio, si è parlato spesso di alcuni “dettagli” che possono fare la differenza tra una buona prestazione e una straordinaria: l’alimentazione, la qualità del sonno, la preparazione atletica, il recupero muscolare, il supporto psicologico e, non per ultima, la salute orale.

Anche quest’anno, infatti, tra spettacolarità, tensione e statistiche, si è ripresentato un argomento che a volte riecheggia nei salotti sportivi e nelle chat dei tifosi: l’idea che modificare l’assetto dei denti di un calciatore (con ortodonzia, implantologia o altri interventi) possa cambiare il suo modo di giocare, la sua corsa, la sua stabilità, addirittura il suo rischio di infortuni.

Accanto alle grandi attese per le partite decisive, alcuni opinionisti e ex-calciatori hanno espresso opinioni che, in un certo senso, intrecciano odontoiatria e prestazione atletica. L’argomento è affascinante, perché pone domande che sembrano apparentemente “di frontiera”: quanti elementi del gesto atletico possiamo davvero controllare? Quanti di essi dipendono da fattori che, fuori dal campo, sembrano quasi invisibili?

Ma cosa c’è di vero? La ricerca scientifica conferma davvero queste ipotesi o si tratta di semplici suggestioni?

Queste opinioni, che circolano in ambienti sportivi, hanno un valore di testimonianza: riflettono l’esperienza di chi ha vissuto il campo, ha visto compagni di squadra cambiare dopo interventi, ha notato differenze di performance. E tuttavia, come spesso accade con le testimonianze sportive, non si tratta di studi controllati. Sono osservazioni sporadiche, non tracciabili, non sistematizzate.

Infatti, non esiste, al momento, una letteratura scientifica che abbia misurato, in un gruppo di calciatori professionisti, effetti diretti di ortodonzia o implantologia su velocità, stabilità, tecnica di gioco o frequenza di infortuni.

Ma quindi cosa dovremmo pensare?
Cerchiamo di capirlo insieme.

Il corpo funziona come un sistema integrato.

Per comprendere il tema è utile partire da un concetto fondamentale: il nostro organismo non è composto da compartimenti indipendenti, ma da sistemi strettamente collegati tra loro.

La bocca, e in particolare il cosiddetto sistema stomatognatico (che comprende denti, mandibola, articolazioni temporo-mandibolari, muscoli masticatori e strutture correlate), dialoga continuamente con il sistema neuromuscolare attraverso una complessa rete di muscoli e connessioni nervose.

Basti pensare che la posizione della mandibola può influenzare il lavoro dei muscoli del collo e contribuire al controllo della postura della testa. È quindi del tutto plausibile che modifiche dell’occlusione possano produrre adattamenti anche in altre parti dell’organismo.

È proprio su questo presupposto che, negli ultimi anni, numerosi ricercatori hanno studiato il possibile rapporto tra occlusione dentale, equilibrio e prestazioni motorie.

Da questo punto di vista, per capire perché alcune teorie collegano l’assetto dei denti alla corsa, alla stabilità e al gesto atletico di un calciatore, è utile scavare un po’ nella biomeccanica della postura.

La postura non è un atteggiamento statico: è un sistema dinamico, regolato da continui feedback neuromuscolari che coinvolgono occhi, orecchio interno, colonna vertebrale, arti e, appunto, mandibola. La posizione della testa, e quindi della mandibola, ha un impatto diretto sul tono muscolare del collo e della regione cervicale, che poi si trasmette alla colonna e agli arti. In particolare, l’articolazione temporo-mandibolare (ATM) è ricca di recettori che informano il cervello sulla posizione della mandibola;

Quando la mandibola è in una posizione non fisiologica (per malocclusione, perdita di denti, protrusione o retrusione), il sistema neuromuscolare può cercare compensi attraverso:

  • l’inclinazione del capo;
  • l’alterazione della curva cervicale;
  • le modificazioni dell’angolo del tronco e della gamba.

Questi adattamenti, spesso impercettibili nella vita quotidiana, in un atleta sottoposto a sforzi massimali possono diventare significativi e produrre conseguenze importanti:

  • il tono muscolare può diventare asimmetrico;
  • la distribuzione dei carichi durante la corsa o il salto possono modificarsi;
  • la stabilità del tronco e degli arti può risultare meno ottimale, con possibili effetti sull’equilibrio dinamico e sul controllo del gesto.

In altri termini, la “bocca” non agisce separatamente dal corpo: è parte di un sistema integrato in cui una piccola modifica nella posizione della mandibola può innescare una catena di compensi che possono tradursi, in certe condizioni, in un gesto atletico meno fluido o più vulnerabile.

Non è quindi un’ipotesi del tutto azzardata affermare che un intervento ai denti possa modificare la postura e, di conseguenza, la corsa o la stabilità. La questione è quanto questo effetto sia clinicamente rilevante e in quali condizioni, e questo è proprio il punto che la scienza deve ancora chiarire con dati specifici sui calciatori professionisti.

Cosa dice oggi la ricerca scientifica.

La letteratura scientifica riconosce l’esistenza di una relazione tra il sistema stomatognatico e il controllo posturale. Diverse revisioni sistematiche hanno osservato che alterazioni dell’occlusione possono essere associate a variazioni dell’equilibrio e della stabilità corporea.

Allo stesso tempo, gli stessi studi sottolineano un aspetto fondamentale: le prove oggi disponibili non sono sufficienti per affermare che un trattamento ortodontico o implantologico migliori (o peggiori) direttamente le prestazioni sportive di un atleta.

Gli studi pubblicati finora presentano infatti caratteristiche molto diverse tra loro: coinvolgono un numero limitato di partecipanti, utilizzano metodologie differenti e spesso analizzano situazioni non direttamente confrontabili.

In altre parole, esiste un razionale biologico che giustifica l’interesse della comunità scientifica, ma non esistono prove che consentano di affermare che sistemare i denti faccia correre più velocemente o riduca il rischio di infortunio.

Un caso interessante, però, è quello di una revisione sistematica pubblicata su Evidence-Based Dentistry, basata sull’analisi di 8 studi osservazionali su atleti di età compresa tra 16 e 47 anni, inclusi calciatori.
I risultati indicano che:

  • la malattia parodontale è associata a una percezione di calo delle prestazioni sportive;
  • gli atleti con parodontite hanno una probabilità circa 1,55 volte maggiore di percepire un decremento delle proprie capacità rispetto ad atleti sani.

Questo non significa che i denti “decidano” se un calciatore segna o perde, ma che condizioni infiammatorie croniche (dolore, gengive sanguinanti, infezioni) possono influenzare la qualità degli allenamenti, il recupero, la concentrazione e, di conseguenza, la performance percepita.

Se non esistono evidenze scientifiche, perché se ne parla così tanto?

Lo sport professionistico vive di dettagli.

Quando un atleta di alto livello modifica un aspetto della propria preparazione o affronta un trattamento sanitario, ogni cambiamento successivo tende a essere osservato con particolare attenzione. Se, dopo un intervento ortodontico, un calciatore attraversa un periodo di grande forma, qualcuno potrebbe attribuire quel miglioramento proprio al nuovo assetto dentale. Se invece, nello stesso periodo, dovesse subire un infortunio, potrebbero nascere interpretazioni opposte.

Si tratta però di correlazioni che, nella maggior parte dei casi, restano aneddotiche e non rappresentano una dimostrazione scientifica.

Le prestazioni sportive dipendono da una molteplicità di fattori: preparazione atletica, condizioni muscolari, stato psicologico, qualità del recupero, alimentazione, tecnica individuale e molti altri elementi che rendono impossibile isolare il ruolo dell’occlusione come unica variabile.

Certo: dedicare attenzione a ogni fattore è alla base dell’approccio dei campioni e dei loro staff.

Perché gli atleti curano con attenzione la salute orale?

Gli sportivi professionisti dedicano grande attenzione al benessere orale proprio perché ogni componente dell’organismo deve poter funzionare nelle migliori condizioni possibili.

Una corretta occlusione contribuisce alla funzionalità dell’apparato masticatorio e al comfort dell’intero sistema stomatognatico. Allo stesso modo, quando uno o più denti vengono persi, una riabilitazione implantare ben progettata permette di ripristinare una masticazione efficace, ristabilire una distribuzione equilibrata dei carichi e recuperare una funzione che va ben oltre il semplice aspetto estetico.

L’obiettivo di un trattamento odontoiatrico non è migliorare la performance sportiva, ma restituire equilibrio, funzionalità e salute all’intero apparato orale. E un sistema che funziona come deve rende più efficienti anche gli altri sistemi del corpo.

Anche il calcio professionistico investe sulla salute orale.

Negli ultimi anni il tema è uscito dagli studi scientifici per entrare direttamente nei centri di allenamento delle squadre professionistiche.

Nel 2026, per esempio, il Torino FC ha adottato un protocollo multidisciplinare di Check-up Odonto-Sportivo, con l’obiettivo di integrare la salute orale nei controlli periodici degli atleti. Il progetto nasce dalla crescente attenzione verso il possibile legame tra condizioni del cavo orale, infiammazione sistemica, recupero fisico e rischio di infortuni.

Durante gli screening sono emerse criticità odontoiatriche anche in giocatori professionisti spesso privi di sintomi evidenti: presenza di tartaro, carie, infiammazione gengivale, denti del giudizio da monitorare o estrarre e malocclusioni.

È importante interpretare correttamente questi dati. Il fatto che una buona salute orale possa contribuire al benessere generale dell’organismo non significa che un trattamento odontoiatrico migliori automaticamente la prestazione sportiva o riduca con certezza il rischio di infortuni. Lo stesso progetto nasce infatti come iniziativa di prevenzione e monitoraggio clinico, non come dimostrazione di un rapporto di causa-effetto.

La salute della bocca è parte della salute generale.

Forse è proprio questo il messaggio più importante.

Che si tratti di un calciatore impegnato ai Mondiali o di una persona che desidera semplicemente vivere meglio la propria quotidianità, la salute orale rappresenta una componente essenziale del benessere generale.

Prendersi cura dei denti significa preservare una corretta funzione masticatoria, favorire il comfort dell’apparato stomatognatico e contribuire all’equilibrio dell’organismo nel suo insieme.

Le prestazioni di un campione non dipendono da un impianto dentale o da un apparecchio ortodontico. Ma una bocca sana, funzionale e correttamente riabilitata è certamente una condizione importante per consentire a ciascuno di esprimere al meglio le proprie potenzialità, nello sport così come nella vita di tutti i giorni.

Forse la domanda giusta non è se i denti facciano segnare più gol.
La domanda è: perché società sportive che investono milioni di euro nella prevenzione dedicano oggi sempre più attenzione anche alla salute orale dei propri atleti? E, se lo fanno loro, perché non dovremmo farlo tutti noi?

Il Centro Implantologico Tramonte®, nelle sedi di Stezzano (BG) e di Milano, accompagna ogni paziente con un approccio attento, approfondito e personalizzato, anche quando si tratta di valutare la salute orale in relazione al benessere e all’efficienza di tutto il corpo.

Chi si affida al Centro Implantologico Tramonte® sa di essersi messo in buone mani.

Domande frequenti (FAQ) su salute orale e prestazioni sportive.

L’ortodonzia migliora le prestazioni sportive?
Per ora, non esistono prove scientifiche sufficienti per affermarlo con certezza. Alcuni studi hanno osservato possibili correlazioni tra occlusione ed equilibrio, ma non è stato dimostrato un miglioramento diretto delle prestazioni atletiche.

Esiste un legame tra denti e postura?
Sì: il sistema stomatognatico è collegato al sistema neuromuscolare e può influenzare alcuni aspetti del controllo posturale.

Gli impianti dentali possono influenzare il modo di camminare o correre?
L’obiettivo dell’implantologia è ripristinare una corretta funzione masticatoria e ristabilire l’equilibrio dell’occlusione quando mancano uno o più denti. Non esistono però evidenze scientifiche che possano far affermare con certezza un miglioramento diretto della corsa o della performance sportiva: molto dipende anche dal caso individuale.

Perché gli atleti professionisti dedicano tanta attenzione alla salute orale?
Perché il benessere della bocca è parte integrante della salute generale. Mantenere un apparato orale sano e funzionale significa ridurre possibili disagi e garantire le migliori condizioni per l’intero organismo.

Fonti:
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33357146/
https://www.ildentistamoderno.com/salute-orale-e-prestazioni-sportive/
https://www.sportmediaset.mediaset.it/altrenotizie/infortuni-dei-calciatori-e-salute-dentale-lo-studio-dentalpro-con-il-torino_112557709-202602k.shtml