QUANDO “DIRE” SUONA COME “PRONUNCIARE”.LA FONAZIONE E IL SUO IMPATTO SUL LAVORO E LA VITA.

Il corretto sviluppo dei denti, una buona igiene orale, l’attenzione alla prevenzione e la cura di uno studio dentistico competente sono i migliori alleati di una buona fonazione, cioè il processo fisiologico attraverso il quale produciamo i suoni.
Le parole sono simboli e sono suoni. Soprattutto sono lo strumento principale con cui comunichiamo. Ne apprendiamo il valore e l’uso già da molto piccoli, ma continuiamo a sviluppare il nostro linguaggio per tutta la vita, arricchendo o modificando il nostro vocabolario, imparando gerghi tecnici o settoriali, scoprendo nuovi termini.
Parliamo. Con i famigliari, gli amici, i colleghi, i compagni di scuola, i conoscenti, gli estranei. La maggior parte di noi si affida al linguaggio parlato per tutto ciò che riguarda la vita privata e quella professionale. Qualcuno, addirittura, fa della parola pronunciata il fulcro della propria attività lavorativa: attori, presentatori, certo, ma anche negozianti, venditori, commessi, docenti e così via.

Ma cosa succede quando la fonazione viene resa più complicata da un ostacolo? L’impatto si diffonde su ogni sfera del nostro vivere, quotidianamente. La qualità della vita peggiora e possono anche insorgere problemi che vanno ben oltre alle limitazioni fisiche: ne risente l’autostima, si tende a isolarsi. Chi parla male spesso parla meno. Una dura realtà che però, nella maggioranza dei casi, può essere modificata. E, in tanti casi, prevenuta. Cerchiamo di capire meglio il rapporto tra la salute dei denti e la fonazione.

Come produciamo i suoni, come pronunciamo le parole.
Come sappiamo, la vibrazione delle corde vocali è la principale responsabile della produzione dei suoni. Ma sono diverse le strutture presenti nella nostra bocca a collaborare per produrre i suoni e formare le parole. Tra queste, ci sono la laringe, le cavità nasali e il cavo orale, con le sue arcate dentali, il velo pendulo, la lingua e le ossa mascellari. Sintetizzando il processo che porta alla formazione del suono, si può dire che l’aria, spinta dai polmoni lungo la trachea, attraversa le corde vocali facendole vibrare e, per l’appunto, producendo un suono. Questo, articolato grazie al lavoro delle labbra, dei denti, della laringe, viene modellato in base al tipo di sonorità che vogliamo creare. Così una “a” esce diversa da una “i” e una “p” suona differentemente da una “n”. Articolare bene i suoni significa anche rendere comprensibili le lettere e quindi le parole, essere capaci di gestirne la forza e il timbro. Essere compresi meglio e seguiti con più piacere.
Esistono però alcuni difetti della pronuncia, causati da molte possibili ragioni. Tra queste, alcune riguardano proprio i denti o la corretta formazione delle strutture ossee della bocca.

I disturbi della pronuncia.
C’è una parola che indica un disturbo di pronuncia: dislalia. Questo termine racchiude i difetti della fonazione causati da malformazioni organiche dell’apparato fonatorio, cioè quello composto da tutte le strutture che abbiamo elencato sopra e che sono coinvolte nella produzione dei suoni.
Spesso la dislalia si presenta in giovanissima età e viene corretta grazie all’intervento di logopedisti e/o di dentisti pediatrici. Ma a volte questo disturbo accompagna la persona fino all’età adulta oppure è proprio in età adulta che si presenta, magari a causa di abitudini dannose come il fumo (che, per esempio, può intaccare le ossa mascellari causando problemi dentali), in seguito al deterioramento delle strutture presenti nel cavo orale per via di una cattiva igiene oppure a causa della perdita di uno o più denti. I denti, infatti, sono deputati non solo alla masticazione, ma anche alla produzione di determinati suoni. Le lettere più “colpite” nel caso di problemi dentali sono proprio le cosiddette lettere dentali, che si dividono in dentali propriamente dette (quelle che pronunciamo contrapponendo la punta della lingua agli incisivi superiori), le alveolari (che produciamo contrapponendo la lingua agli alveoli dei denti) e le post-alveolari (che richiedono che la corona della lingua si appoggi alla zona pre-palatale).
In pratica si tratta di queste lettere:

  • dentali: “t” e “d”.
  • alveolari: “n”, “l”, “r”, “s” e “z”.
  • post-alveolari: “ci” e “gi” (cioè la “c” e la “g” non sorde).

Una malocclusione dentale, cioè una non corretta chiusura della bocca in base alla posizione dei denti, può essere la causa di una cattiva pronuncia di alcune lettere e, di conseguenza, di alcune parole. Ecco perché, in assenza di altre evidenti patologie, nel caso di difetti di pronuncia può essere suggerito un controllo dell’occlusione dei denti, come il controllo computerizzato che garantisce una precisa “lettura” del perfetto allineamento dei denti e del corretto contatto che devono avere quando mastichiamo. Un’altra causa di cattiva pronuncia può essere, come abbiamo indicato, la mancanza di uno o più denti.

È il caso, per esempio, di difetti di pronuncia comparsi dopo una certa età, magari in seguito alla perdita di elementi dentali, come accade a molti italiani, che spesso decidono di non porre rimedio, come abbiamo trattato in questo articolo: link all’articolo.
È importante sottolineare che anche un singolo dente perduto, in quanto parte di un sistema complesso che, per funzionare nel modo migliore, necessita del rispetto di equilibri e bilanciamenti, può causare gravi problemi di fonazione (oltre che di masticazione). Ecco perché, se si verifica la caduta di uno o più denti o anche in presenza di denti prossimi a staccarsi, è fondamentale rivolgersi al dentista per capire lo stato di salute del cavo orale e valutare tutte le possibili soluzioni per mantenere la funzionalità (e l’estetica) della bocca sia in termini di masticazione sia nella direzione di una pronuncia senza difetti di ogni lettera. Oggi le soluzioni per rimediare alla perdita di uno o più denti sono molte, tra queste c’è anche l’implantologia dentale a carico immediato, che offre molti vantaggi, tra cui la mini-invasività (non sono quasi mai necessari punti di sutura) e la possibilità di inserire gli impianti e le protesi nella stessa seduta, tornando a sorridere e mangiare (pur con qualche piccola cautela) da subito.
Naturalmente, porre rimedio alla mancanza di uno o più denti, a problemi di denti storti o mal posizionati, a una scorretta occlusione non è importante solo per mantenere un’ottimale pronuncia delle parole, ma anche per le altre funzioni a cui partecipano i denti, come la masticazione, che è fondamentale per la digestione e anche per la gestione dello stress e la prevenzione dell’insorgere di alcuni disturbi senili, come abbiamo indicato in questo articolo: link all’articolo.

La fonazione: alleata nel lavoro.
Se pensiamo alle migliaia di parole che pronunciamo ogni giorno della nostra vita, ci rendiamo conto dell’effettiva portata della fonazione, del ruolo che svolge nella nostra quotidianità. Nel mondo professionale, per quanto si siano affermati sempre di più gli strumenti di comunicazione scritta, come le mail o le chat aziendali, è ancora la lingua parlata il principale mezzo attraverso il quale dialoghiamo con colleghi, superiori, fornitori, consulenti, clienti. Ancora di più oggi, che il lavoro si svolge anche in mobilità, grazie agli strumenti digitali di cui siamo dotati, e ci capita sempre più frequentemente di collaborare scambiandoci informazioni al cellulare o durante videocall. E proprio quest’ultime, le videochiamate, hanno visto crescere il loro ruolo negli ultimi tre anni e hanno messo in luce l’importanza di una buona fonazione: non sempre la connessione o la qualità del suono degli strumenti che utilizziamo ci aiuta, quindi pronunciare in modo chiaro e perfettamente comprensibile ogni parola è davvero importante.
Non solo: la voce è uno strumento di comunicazione, di persuasione, di vendita e di contrattazione. Ci deve supportare in ogni fase del nostro lavoro, offrendoci l’opportunità di modulare in modo efficace le parole per sottolineare valori, stimolare decisioni, mettere in luce considerazioni o dare il giusto sostegno a ogni presentazione.

La fonazione nella vita quotidiana.
Non è solo nel lavoro che una corretta fonazione migliora la nostra esperienza: nella vita quotidiana, in famiglia, con gli amici e i parenti, nella nostra socialità, parliamo con molte persone e, di sicuro, desideriamo fare meno fatica possibile a farci comprendere: parlare dev’essere un piacere.

Nei Centri Implantologici Tramonte tutti i disturbi dentali che possono portare a una difficoltà di fonazione vengono esaminati con attenzione, sempre considerando non solo il problema, ma la persona nel suo insieme. Non si tratta di curare un disturbo, ma di supportare una persona nel recupero della sua qualità di vita. Che si tratti di rimediare a una malocclusione oppure di inserire degli impianti dentali per ovviare alla mancanza di uno o più denti, i professionisti dei Centri Implantologici Tramonte sapranno seguirvi con i migliori consigli e le più affermate tecniche dentistiche e implantologiche. Per restituirvi le “d”, le “n” e tutte le altre lettere. E, soprattutto, farvi tornare a sorridere, sempre e volentieri.