Negli ultimi anni, le sigarette elettroniche hanno conquistato una fetta sempre più ampia della popolazione, con un’accelerazione particolarmente marcata tra i giovani.

In Italia, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2023 circa 2,5 milioni di persone utilizzano regolarmente un dispositivo per lo svapo: più di tre volte rispetto al 2014. Tra gli studenti di 14-17 anni, oltre un terzo dichiara di aver fatto uso nell’ultimo mese di almeno un prodotto a base di nicotina.

Questa diffusione delle e-cig è stata spesso accompagnata (e supportata) da un messaggio rassicurante: le sigarette elettroniche sono un’alternativa “meno dannosa” rispetto a quelle tradizionali. Non solo: sono più moderne, pèiù trendy, hanno molti sapori tra cui scegliere e non producono il caratteristico odore di fumo. Davanti a una presentazione così è difficile (soprattutto per i giovanissimi) resistere.

Ma cosa succede davvero nella bocca di chi svapa?
Proviamo a guardare le cose da un punto di vista obiettivo, basandoci sulle evidenze scientifiche oggi disponibili e sulle posizioni delle principali organizzazioni odontoiatriche internazionali.

Lo svapo non è neutro per la bocca.

La sigaretta elettronica funziona riscaldando un liquido (che contiene nicotina, glicole propilenico, glicerina vegetale e aromi) fino a produrre un aerosol che viene inalato. Non avviene combustione, quindi non siu producono le stesse molecole tossiche del fumo tradizionale. E, fino a qui, la definizione di “meno dannosa” sembra avere una sua logica.

Il problema è che l’aerosol non è semplicemente vapore acqueo. Contiene una miscela di sostanze chimiche che interagisce con i tessuti del cavo orale in modo significativo e, per certi aspetti, sorprendente.

Le revisioni scientifiche pubblicate negli ultimi anni su riviste indicizzate (come PubMed o Scopus) mostrano un quadro chiaro e coerente: chi svapa regolarmente presenta un rischio aumentato di carie, infiammazione gengivale, secchezza orale, alterazioni del microbiota e lesioni delle mucose. Non si tratta di un singolo studio isolato, ma di un risulato ricorrente derivato da più ricerche indipendenti.

L’American Dental Association e le principali società odontoiatriche europee sono molto chiare su questo punto: le sigarette elettroniche non devono essere considerate un’alternativa sicura per la salute orale rispetto al non fumare affatto.

Cosa succede quando si svapa?

Proviamo a capire cosa accade nella bocca di chi svapa.

a) Colorazione dei denti.

La prima cosa che si può citare, per partire dal punto di vista estetico, è che i denti si “colorano” anche con le e-cig (per quanto un po’ meno).

Uno dei vantaggi estetici che molti “switcher” dal fumo tradizionale riferiscono è la riduzione delle macchie sui denti. In effetti, l’aerosol delle e-cig produce discromie meno marcate rispetto al catrame della sigaretta tradizionale. Tuttavia, una revisione del 2024 evidenzia che l’esposizione cronica agli aerosol è associata a pigmentazioni e alterazioni del colore dello smalto: meno evidenti, ma presenti.

Il meccanismo è indiretto, ma efficace: gli aromi dolci (spesso a base di sucralosio, esteri e glicoli) aumentano l’adesione di batteri come lo Streptococcus mutans alle superfici dentali, favorendo la formazione di biofilm. Le superfici dello smalto vengono modificate chimicamente, diventando più ruvide e più inclini ad assorbire pigmenti. Il risultato sono denti più opachi e più facili da macchiare e un sorriso che nel tempo perde luminosità.

b) Rischio carie.

Gli stessi aromi dolci e il basso pH di alcuni liquidi, combinati con la riduzione del flusso salivare (effetto ben documentato della nicotina), creano un ambiente particolarmente favorevole alla carie. La saliva è il principale sistema di difesa naturale dello smalto: quando diminuisce, i batteri cariogeni trovano terreno fertile.

Le ricerche disponibili indicano un rischio di carie negli svapatori più alto rispetto ai non fumatori, anche se inferiore rispetto a quello dei fumatori di sigarette tradizionali. Naturalmente, è bene ricordare che un rischio inferiore è comunque un rischio.

c) Conseguenze per le gengive.

Il parodonto, cioè l’insieme di strutture che supportano il dente, gengive incluse, è particolarmente sensibile all’esposizione agli aerosol. Gli studi mostrano più infiammazione gengivale, tasche parodontali più profonde e segni precoci di malattia parodontale negli svapatori rispetto ai non fumatori.

Quello che colpisce i ricercatori è la risposta infiammatoria: i livelli di citochine pro-infiammatorie nel fluido crevicolare (il liquido presente nello spazio tra dente e gengiva) degli svapatori sono paragonabili, o solo lievemente inferiori, a quelli dei fumatori tradizionali. La gengiva, insomma, reagisce all’aerosol con una risposta infiammatoria simile a quella che produce il fumo.

La malattia parodontale non è solo un problema estetico. Se non trattata, può portare alla perdita ossea attorno ai denti e, nei casi più gravi, alla perdita dei denti stessi. Per chi già presenta gengive fragili o una parodontite in fase iniziale, l’abitudine allo svapo rappresenta un fattore di rischio aggiuntivo da non sottovalutare.

d) Il microbiota.

Nella bocca vivono centinaia di specie batteriche che, in condizioni di salute, convivono in equilibrio. Questo ecosistema, che viene definito “microbiota orale”, svolge funzioni protettive fondamentali.

L’aerosol delle e-cig altera questo equilibrio. Le revisioni sistematiche disponibili documentano una riduzione delle specie benefiche (come Streptococcus sanguinis e Streptococcus gordonii) e un aumento di batteri dannosi, tra cui Streptococcus mutans, Veillonella e Haemophilus. Il biofilm che si forma è più spesso, più complesso e più difficile da controllare con l’igiene domiciliare.

Un biofilm alterato non significa solo denti più a rischio di carie: significa anche gengive più vulnerabili, maggiore suscettibilità alle infezioni fungine (come la candidosi orale) e, per chi porta impianti dentali, un rischio aumentato di peri-implantite.

e) Le mucose e il rischio a lungo termine.

Oltre ai denti e alle gengive, l’aerosol interagisce con tutta la mucosa orale. Gli studi clinici riportano una maggiore prevalenza di alcune alterazioni, come melanosi, stomatite, lesioni della lingua, forme di leucoplachia, negli svapatori rispetto a chi non fuma.

Non tutte queste condizioni sono precancerose, ma alcune di esse indicano una sofferenza cronica dei tessuti. La nicotina, i solventi organici, le aldeidi e il particolato fine che compongono l’aerosol sono irritanti per le cellule della mucosa. Alcuni studi documentano danni al DNA e stress ossidativo nei cheratinociti orali esposti agli aerosol, con possibili implicazioni per la proliferazione cellulare.

Le evidenze su un eventuale aumento del rischio di carcinoma orale in chi svapa esistono, ma non sono ancora conclusive. Mancano studi a lungo termine, semplicemente perché le e-cig sono diffuse da troppo poco tempo per ottenere risultati sul lungo periodo. Il segnale c’è, ma la quantificazione richiede decenni di follow-up.

Ma le evidenze già ottenute sono sufficienti a suggerire un approccio prudenziale.

Focus: adolescenti, l’anello più vulnerabile.

I dati italiani dell’ISS sono preoccupanti. Tra i ragazzi di 14-17 anni, oltre un terzo ha usato almeno un prodotto a base di nicotina nell’ultimo mese. Ancor più allarmante è la crescita del “policonsumo”, ossia l’uso combinato di sigarette tradizionali, e-cig e tabacco riscaldato: questa abitudine è passata dal 38,7% al 62,4% in soli due anni.

Nella fascia 11-13 anni, circa il 7,5% fuma o svapa.

Il successo delle e-cig tra i giovani non è casuale: la ricerca scientifica e le stesse indagini delle autorità sanitarie documentano strategie di marketing mirate, con packaging colorati e aromi (fragola, anguria, menta fresca, bubble gum) pensati esattamente per abbassare la soglia di resistenza dei più giovani.

Dal punto di vista della salute orale, un adolescente che inizia a svapare presenta tre caratteristiche particolarmente rilevanti:

  • i denti permanenti sono relativamente giovani, con uno smalto ancora in fase di maturazione completa e più vulnerabile agli attacchi acidi e batterici;
  • l’apparato parodontale è in sviluppo, e le alterazioni infiammatorie precoci possono avere conseguenze a lungo termine che si manifesteranno in età adulta;
  • le mucose di un adolescente non dovrebbero essere esposte a nicotina e aldeidi, sostanze che in età evolutiva potrebbero avere effetti ancora poco studiati sulla differenziazione cellulare.

Un genitore che nota in un figlio adolescente segni di gengivite persistente, alito che cambia, aumento della sensibilità dentale o piccole lesioni sulle mucose dovrebbe portarlo a una visita odontoiatrica, indipendentemente, o proprio a partire, da un eventuale sospetto di utilizzo di sigarette elettroniche.

Il paziente fumatore che passa alle e-cig: cosa cambia nello studio dentistico.

È uno scenario che vediamo sempre più frequentemente: paziente fumatori di lunga data che decidono di passare alle sigarette elettroniche, spesso convinti di aver fatto “la scelta giusta” per la salute.

Dal punto di vista del medico, la situazione va inquadrata con precisione.

Cosa migliora (potenzialmente).
L’abbandono della sigaretta tradizionale riduce l’esposizione a catrame, monossido di carbonio e alle temperature di combustione tipiche del fumo: tutti fattori che contribuiscono in modo rilevante alla malattia parodontale grave e alle lesioni mucose nei fumatori cronici.
In alcuni pazienti si osserva un miglioramento del sanguinamento gengivale e una riduzione delle macchie più scure sui denti.

Cosa non migliora o peggiora.
La nicotina è presente anche nell’aerosol delle e-cig e continua a esercitare effetti vasocostrittori
sul parodonto, rendendo meno evidente l’infiammazione gengivale: la gengiva non sanguina, ma non perché stia meglio, bensì perché la nicotina riduce il flusso vascolare. Questo può rendere più difficile la diagnosi clinica della parodontite.
La secchezza orale, l’alterazione del microbiota e il rischio di carie restano presenti.

La posizione clinica raccomandata.
Le principali società odontoiatriche sono chiare: se un paziente usa le e-cig come strategia di cessazione dal fumo, questo va inquadrato come fase transitoria all’interno di un percorso strutturato, non come traguardo definitivo. L’obiettivo finale è l’astensione completa dalla nicotina. Per i pazienti portatori di impianti dentali o con parodontite già diagnosticata, il professionista deve essere particolarmente diretto nel comunicare il rischio aggiuntivo dello svapo.

Un segnale da non ignorare.

La ricerca sulle e-cig e la salute orale è ancora relativamente giovane e la qualità degli studi disponibili è eterogenea. Molti lavori sono trasversali, con campioni piccoli, e le evidenze non hanno ancora la solidità di quelle accumulate in decenni di ricerca sul fumo tradizionale.

Ma il segnale di rischio è coerente, presente in più lavori indipendenti, e giustifica già oggi messaggi chiari di prevenzione.

“Meno dannoso del fumo” non significa “sicuro”.
Soprattutto per chi non ha mai fumato (e in particolare per gli adolescenti) non esiste una ragione di salute orale per iniziare a svapare. L’alternativa migliore, per la bocca e per tutto il resto, rimane sempre la stessa: non iniziare.

Il Centro Implantologico Tramonte®, nelle sedi di Stezzano (BG) e di Milano, accompagna ogni paziente con un approccio attento, approfondito e personalizzato, e tiene in considerazione l’impatto delle abitudini (vecchie e nuove) di vita sulla salute dei denti.

Chi si affida al Centro Implantologico Tramonte® sa di essersi messo in buone mani.

Domande frequenti (FAQ) su sigarette elettroniche e salute orale.

Lo svapo macchia i denti come le sigarette normali?
Sì, anche se in misura minore. Sebbene l’aerosol delle sigarette elettroniche non contenga il catrame del fumo tradizionale (il principale responsabile delle macchie scure), gli aromi chimici e i glicoli modificano lo smalto, rendendolo più ruvido. Questo processo facilita l’adesione dei batteri e l’assorbimento dei pigmenti dei cibi, rendendo il sorriso più opaco nel tempo.

Chi usa la sigaretta elettronica rischia di avere più carie?
Sì. Gli studi dimostrano che chi svapa ha un rischio di carie più elevato rispetto a chi non fuma. Questo accade perché molti liquidi contengono aromi dolci che aumentano la viscosità dei batteri sui denti. Inoltre, la nicotina riduce la produzione di saliva, che è il principale scudo protettivo naturale della bocca contro gli acidi e i batteri cariogeni.

Le e-cig possono causare il ritiro delle gengive o la parodontite?
Sì. L’aerosol delle e-cig stimola una risposta infiammatoria dei tessuti gengivali del tutto simile a quella del fumo tradizionale. Sostanze come la nicotina riducono l’apporto di sangue e ossigeno alle gengive, mascherando i sintomi classici dell’infiammazione (come il sanguinamento). Questo può portare a danni invisibili ma progressivi, favorendo la formazione di tasche parodontali e il riassorbimento osseo.

Lo svapo influisce sulla durata degli impianti dentali?
Sì, lo svapo può aumentare il rischio di perimplantite (l’infezione che colpisce i tessuti intorno all’impianto). L’alterazione del microbiota orale e la riduzione delle difese immunitarie locali, causate dalle sostanze chimiche inalate, creano un ambiente favorevole ai batteri aggressivi, mettendo a rischio la stabilità a lungo termine degli impianti dentali.

Passare alla sigaretta elettronica risolve i problemi gengivali?
Non del tutto. Sebbene si elimini l’esposizione al catrame e al monossido di carbonio, la presenza di nicotina continua a esercitare un effetto vasocostrittore sulle gengive. Questo significa che la gengiva potrebbe apparire meno infiammata o sanguinare di meno, ma si tratta spesso di un falso segnale di salute che può ritardare la diagnosi di problemi parodontali più gravi.

Come posso capire se lo svapo sta già danneggiando i miei denti o le mie gengive?
I danni iniziali causati dalla sigaretta elettronica sono spesso invisibili o privi di dolore. Tuttavia, ci sono alcuni segnali d’allarme da non ignorare: una persistente sensazione di bocca asciutta, un aumento della sensibilità dei denti al caldo o al freddo, gengive che appaiono arrossate o che tendono a ritirarsi, e la comparsa di un alito pesante.
Poiché la nicotina maschera il sanguinamento gengivale (uno dei primi sintomi di sofferenza dei tessuti), l’unico modo sicuro per accertarsi dello stato di salute del cavo orale è sottoporsi a un controllo professionale. Il consiglio è di far valutare regolarmente la salute di denti e gengive al proprio dentista, che potrà identificare tempestivamente eventuali alterazioni del microbiota o infiammazioni profonde prima che si trasformino in problemi gravi.

Fonti:
Istituto Superiore di Sanità – Rapporto Osservasalute 2023
ISS – Indagine sul tabagismo 2023-2024
American Dental Association (ADA) – posizione ufficiale sull’uso delle sigarette elettroniche
Revisioni sistematiche e narrative pubblicate su PubMed e Scopus (2022-2024) su e-cigarettes e salute orale