Periotest

Periotest: il dispositivo per valutare l’osteointegrazione e la salute del parodonto

Nel Centro Implantologico Tramonte l’attenzione per la qualità dell’intervento implantare e per la salute del cavo orale è sempre massima. Per questo viene utilizzato uno strumento avanzato come il Periotest, una tecnologia pensata per valutare in modo non invasivo e affidabile la stabilità implantare e la condizione dei denti naturali.

Cos’è il Periotest?

Il Periotest è un dispositivo elettronico progettato per misurare il grado di mobilità di un impianto o di un dente naturale, fornendo una valutazione oggettiva della stabilità primaria e secondaria dell’impianto e dell’osteointegrazione. Può essere impiegato sia in implantologia che in parodontologia.

Fonte, Pubmed: Schulte, W., Lukas, D. – The Periotest method. International Dental Journal, 1992; 42(6): 433–440. PMID: 1608031

Dopo il posizionamento di un impianto dentale, è fondamentale monitorare il modo in cui l’osso si integra con l’impianto. Questo processo, noto come osteointegrazione, garantisce la stabilità e la funzionalità a lungo termine della protesi. Il Periotest consente di valutare:

  • la stabilità primaria dell’impianto, subito dopo l’inserimento;
  • l’osteointegrazione al termine della fase di guarigione (circa 3 mesi);
  • la stabilità a lungo termine dell’impianto, anche dopo la protesizzazione definitiva.

Eventuali variazioni nei valori possono indicare sovraccarico, allentamento o periimplantite e richiedono un controllo da parte dello specialista.

I valori forniti dal Periotest sono numerici e oscillano da -8 (alta stabilità) a +50 (mobilità elevata). In generale:

  • Valori da -8 a 0: indicano un’eccellente stabilità;
  • Valori da 0 a +9: suggeriscono una stabilità accettabile;
  • Valori sopra +10: indicano una stabilità insufficiente o possibili problemi che richiedono una valutazione clinica specifica.

Monitorare l’andamento dei valori Periotest nel tempo permette di prevenire complicazioni e garantire la longevità dell’impianto.

Il Periotest non è utile solo in implantologia: può essere utilizzato anche per valutare la mobilità dei denti naturali e la presenza di parodontopatie. Il valore misurato fornisce informazioni sulla salute del parodonto e sull’efficacia delle terapie in corso, ad esempio nei pazienti con parodontite in trattamento.

 

Perché affidarsi al Centro Implantologico Tramonte

Nel Centro Implantologico Tramonte, l’impiego del Periotest rientra in una visione moderna e tecnologicamente avanzata della professione odontoiatrica. I pazienti sono seguiti con accuratezza e strumenti di ultima generazione, per garantire diagnosi tempestive e trattamenti personalizzati. Il monitoraggio della stabilità implantare non è solo un controllo, ma un vero e proprio atto di prevenzione per la salute a lungo termine.

Contattaci per una valutazione

Se hai già un impianto dentale o stai valutando un intervento di implantologia, contattaci per una visita nei nostri centri di Milano o Bergamo. Grazie al Periotest e ad altre tecnologie avanzate, possiamo offrirti un controllo preciso e personalizzato per garantire la massima affidabilità del trattamento.

Domande frequenti

Il mantenimento degli impianti dentali è una parte fondamentale del successo a lungo termine della terapia implantare.
Un impianto osteointegrato non è “definitivo per sempre” senza controlli: deve essere monitorato nel tempo, in modo sistematico.

Un corretto programma di mantenimento prevede:

  • controlli clinici periodici,

  • sedute regolari di igiene orale professionale,

  • valutazione dello stato dei tessuti gengivali e dell’osso di supporto,

  • controllo dell’occlusione e dei carichi masticatori,

  • misurazione oggettiva della stabilità implantare con strumenti dedicati, come il Periotest.

A differenza della sola valutazione manuale, la misurazione strumentale consente di quantificare numericamente la stabilità dell’impianto e di confrontare i valori nel tempo.
In questo modo è possibile:

  • intercettare precocemente variazioni di stabilità,

  • monitorare l’osteointegrazione in modo oggettivo,

  • intervenire prima che compaiano sintomi clinici evidenti.

Un programma di mantenimento basato su controlli ripetibili e misurabili aumenta in modo significativo la longevità degli impianti dentali.

La mobilità dentale viene tradizionalmente classificata dal clinico in diversi gradi, in base all’ampiezza del movimento percepito:

  • Grado 0: nessuna mobilità (condizione normale).

  • Grado 1: lieve mobilità orizzontale.

  • Grado 2: mobilità orizzontale evidente.

  • Grado 3: mobilità orizzontale e verticale (condizione avanzata).

Questa classificazione, seppur utile, è basata sulla percezione del clinico ed è quindi in parte soggettiva.

Per questo oggi si affianca alla valutazione clinica l’uso di strumenti diagnostici come il Periotest, che permette di misurare in modo numerico e oggettivo la mobilità di un dente o di un impianto.
Il Periotest consente di:

  • quantificare quanto un elemento si muove,

  • confrontare i valori nel tempo,

  • monitorare se un dente o un impianto diventa più stabile o meno stabile ai controlli successivi.

Si tratta quindi di una misurazione ripetibile e oggettiva, fondamentale soprattutto nel follow-up implantare e nel controllo dell’osteointegrazione.

Quando un dente (o un impianto) presenta mobilità, la prima cosa da fare non è intervenire “alla cieca”, ma misurare e capire la causa del problema.

La mobilità può dipendere da diversi fattori, tra cui:

  • perdita di supporto osseo,

  • infiammazione dei tessuti di sostegno,

  • sovraccarico occlusale o precontatti,

  • traumi masticatori o parafunzioni.

Attraverso strumenti di misurazione oggettiva, come il Periotest, è possibile quantificare la mobilità iniziale dell’elemento.
Sulla base di questi dati si può intervenire in modo mirato, ad esempio correggendo un precontatto o riequilibrando i carichi masticatori.

Ai controlli successivi, la misurazione può essere ripetuta e confrontata nel tempo, permettendo di verificare in modo oggettivo:

  • se la stabilità è migliorata,

  • se il problema è stato risolto completamente,

  • o se sono necessari ulteriori interventi.

Questo approccio consente di passare da una gestione empirica a una gestione scientifica e verificabile, riducendo il rischio di trattamenti inutili o inefficaci.

Per fermare lo spostamento dei denti non è sufficiente intervenire solo sul sintomo: è necessario identificare e correggere la causa che genera il movimento.

Lo spostamento può essere legato a:

  • perdita di supporto parodontale,

  • infiammazione dei tessuti di sostegno,

  • sovraccarichi occlusali o precontatti,

  • distribuzione non corretta delle forze masticatorie.

Attraverso strumenti di misurazione oggettiva della stabilità e dell’occlusione è possibile quantificare la situazione iniziale, intervenire in modo mirato (ad esempio eliminando un precontatto o riequilibrando i carichi) e, ai controlli successivi, verificare se lo spostamento si è arrestato.

La possibilità di confrontare i dati nel tempo consente di sapere con certezza se il trattamento è stato efficace o se è necessario un ulteriore intervento.

La mobilità dentale può essere gestita e, in alcuni casi, ridotta solo attraverso un percorso basato su diagnosi, intervento e controllo nel tempo.

Dopo una prima valutazione clinica, la mobilità viene misurata in modo oggettivo, così da avere un valore di riferimento iniziale.
In base alla causa individuata, si può intervenire con:

  • terapie parodontali,

  • correzioni occlusali mirate,

  • riduzione dei carichi eccessivi,

  • stabilizzazione dell’elemento, quando indicato.

Ai controlli successivi, la ripetizione della misurazione consente di verificare se la stabilità è migliorata, peggiorata o rimasta invariata.
Questo approccio permette di valutare l’efficacia reale delle terapie e di adattare il piano di trattamento in modo personalizzato.

radizionalmente la mobilità dentale veniva valutata manualmente dal clinico, con una stima basata sull’esperienza.
Oggi questo approccio può essere affiancato da strumenti diagnostici oggettivi, come il Periotest.

Il Periotest consente di:

  • misurare numericamente la mobilità di un dente o di un impianto,

  • ottenere un dato ripetibile e confrontabile nel tempo,

  • monitorare l’evoluzione della stabilità dopo un trattamento,

  • intercettare precocemente variazioni critiche.

Questa misurazione non è soggettiva, ma scientifica e ripetibile, ed è particolarmente utile nel follow-up implantare e nel controllo a lungo termine dei denti con supporto ridotto.


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